STORIA DI ALBERTO, STORIA DI UNA CATEGORIA

Qualche giorno fa, grazie ad una e-mail giunta in redazione, per la prima ho scoperto che il lavoro del Salvagente può dare benefici ad un’intera categoria invece che a una sola persona.

Non voglio anticiparti altro, questo è il testo dell’e-mail:

“Alla cortese attenzione della redazione de “Il Salvagente”,

mi chiamo Alberto R*****, sono un vostro fedele lettore da quando mia moglie Lisa ha deciso di regalarmi un abbonamento alla vostra rivista. Riteneva che fosse utile per la mia professione.

Sapete, voi vi occupate di moltissimi argomenti inerenti alla tutela dei consumatori, specialmente riguardanti il cibo. Ed io, con il cibo, ci lavoro ogni giorno: sono un panettiere.

Per la precisione, porto avanti la tradizione di famiglia in un antico forno della provincia salernitana, tramandatami da mio padre e da suo padre prima di lui. Tutti in paese conoscono la nostra piccola bottega, panifichiamo giorno e notte da decine di anni e per altrettanti abbiamo provato ad arricchire le tavole imbandite di tutta la cittadina.

Non voglio sembrare presuntuoso, ma siamo bravi in quello che facciamo. Lavoriamo materie prime di qualità per ottenere i pani migliori della nostra terra, e soprattutto – come mi ha insegnato mio padre – mettiamo l’ingrediente segreto in ogni singolo prodotto: l’amore.

Potrà suonarvi retorico, ma penso davvero che fare quello che ami riversandoci dentro tutta la tua passione ti faccia essere un lavoratore e un uomo migliore. Probabilmente è per questo che il pane del mio forno è così rinomato in città.

Ma non vi ho scritto per vantarmi del mio lavoro. Non è tutto rose e fiori, sapete? Gli ultimi anni, soprattutto, sono stati durissimi. L’avanzare del progresso ha inciso anche sui piccoli centri abitati come il mio: l’avvento dei grandi centri commerciali e delle catene di supermercati, inevitabilmente, ha toccato tutte le piccole imprese come la mia.

Non è una gara di qualità, sia ben chiaro: sono fiero e convinto del mio prodotto, semplicemente le persone hanno iniziato a trovare più comodo rivolgersi al “banco pane” del supermercato in cui già devono acquistare altri prodotti, piuttosto che recarsi specificatamente presso il forno della mia famiglia.

Da una parte non posso biasimarli, viviamo in un mondo che va  a mille all’ora e, per qualche strano motivo, il tempo sembra sempre di meno.

Ciò nonostante la mia attività ha retto il colpo, e il calo del fatturato è stato pian piano assorbito dalla clientela fidelizzata che, in buona parte, ha deciso comunque di preferire il mio pane rispetto a qualsiasi altro.

Guadagno meno di prima, in poche parole, ma faccio bene il mio lavoro e non ho di che lamentarmi.

Quello che realmente mi brucia, o meglio mi BRUCIAVA fino a qualche tempo fa, era che non tutti capissero la reale differenza tra un prodotto di largo consumo ed uno artigianale.

Fermo restando che possono essere buonissimi entrambi, è altrettanto vero che nella grande distribuzione puoi avere meno certezze circa la provenienza delle materie prime e le tipologie di lavorazione, se non ti informi adeguatamente.

Informasi, però, è possibile e voi lo dimostrate ogni giorno.

Ed eccoci al motivo per cui vi ho scritto: desidero ringraziarvi di cuore per il vostro lavoro, e specialmente per la pubblicazione della guida “È tutto pane per i nostri denti?” che ho trovato eccezionale, una vera boccata d’aria in mezzo a quintali di cattiva informazione.

Leggendo la vostra guida sul pane finalmente ho trovato riscontro in tutto ciò che dico ai miei clienti ogni giorno, come l’importanza della lunga lievitazione per certe tipologie di pane, o come riconoscere se un pane è stato “arricchito” di miglioratori o è del tutto naturale. Addirittura mi sono stupito del fatto che abbiate incluso nella guida un capitolo intero sul pane integrale e sul “falso integrale”: sono anni che cerco di spiegare ai clienti come riconoscere entrambe le tipologie e molto spesso non sono stato creduto.

Sapete, quando fai il panettiere e cerchi di dare consigli sul pane buono sembra sempre che tu voglia portare acqua al tuo mulino. Ma se siete voi a dirlo, che godete di enorme rispetto da parte della comunità per le vostre battaglie a beneficio dei consumatori, allora è tutta un’altra musica.

Ecco perché ho acquistato una seconda copia della guida “È tutto pane per i nostri denti?”, l’ho portata in tipografia, l’ho fatta ingrandire ed ho appeso ogni singola pagina all’interno del mio negozio.

Adesso chiunque entri, mentre aspetta di essere servito, può scoprire qualche curiosità sul pane e capire come distinguere i prodotti di qualità da quelli meno indicati.

Sarà un caso, ma anche il fatturato del forno ne ha risentito positivamente.

Grazie a tutti voi della redazione ragazzi, continuate così!”