LA STORIA DI TONINO, CHE SE POTESSE CI UCCIDEREBBE

Oggi ti racconterò una storia un po’ particolare: la vicenda di Tonino, un uomo sulla settantina, abbonato alla rivista sin dalla prima ora, che ci odia.

Hai capito bene. Il signor Tonino nutre un profondo e sincero rancore per noi, le cose che raccontiamo, le guide che pubblichiamo e gli approfondimenti che condividiamo.

Perché diavolo è ancora un vostro abbonato allora?

Domanda legittima. Se avrai qualche minuto di pazienza e tempo da dedicare alle prossime righe, lo scoprirai.

Ricordo perfettamente Tonino, quando entrò in redazione ormai qualche anno fa. Si perché il signor Antonio (odia anche il suo nome, per questo richiede sempre “gentilmente” di essere chiamato Tonino) vanta un record invidiabile: è l’unico lettore nella storia della rivista ad aver sottoscritto l’abbonamento di persona, direttamente in sede.

È sempre stato contrario alle “diavolerie elettroniche” del nostro tempo, e appartiene a quella generazione di persone per cui certe cose si fanno faccia a faccia, soprattutto quando si tratta di un accordo, quello dell’abbonamento, che rappresenta pur sempre un contratto.

E Tonino, ai contratti ci tiene.

Quando venne in redazione chiese di parlare direttamente con me. Io ero al telefono con un interlocutore straniero piuttosto spiacevole, dall’inglese stentato e incline a dilungarsi enormemente per spiegare qualsiasi concetto.

Immaginerai quanto sarei stato felice di cogliere qualsiasi pretesto per chiudere quella telefonata, e Tonino fu la mia salvezza inattesa. Mi dedicai a lui qualche minuto, spiegando sommariamente che cosa comportava l’abbonamento, poi lo lasciai nelle mani della mia assistente per tutti i dettagli.

Solo molti mesi dopo mi sarei reso conto che, probabilmente, 3 settimane consecutive al telefono con il tizio straniero sarebbero state preferibili a Tonino e alle sue costanti lamentele.

Devi sapere infatti che il signor Tonino è un tipo molto attento alle sfumature, che si sofferma singolarmente su ogni parola, di ogni riga, di ogni articolo, di ogni nostro numero in uscita. Sul serio, è uno scanner umano.

A cadenza quasi quotidiana dunque, in linea con i suoi ritmi di lettura, non manca mai di scriverci per segnalarci dapprima le eventuali inesattezze e gli errori di battitura, poi, una volta acquisita confidenza, le sue impressioni sugli articoli, i punti di forza, quelli deboli, la sua esperienza personale e gli aspetti sui quali non si sente convinto.

  • Sul serio: è un vero commentatore seriale. Interagisco più con lui che con i giornalisti della redazione. A volte grazie a lui scopro dettagli dei reportage che erano sfuggiti anche a me, e non sto scherzando.

Col tempo il rapporto epistolare tra il Salvagente e Tonino ha cominciato ad intensificarsi, soprattutto dopo la sua scoperta delle e-mail come valida alternativa alle lettere cartacee (si, ci inviava delle lettere con una frequenza che nemmeno i soldati al fronte alle proprie fidanzate durante la seconda guerra mondiale).

Contemporaneamente le note positive dei nostri articoli hanno iniziato a scemare: gradualmente Tonino ha sistematicamente tolto spazio ai complimenti, e ampliato quello dedicato alle critiche. Inutile dirti che, ad oggi, le e-mail di Tonino sono un manifesto alla nostra inadeguatezza, in cui l’unica espressione gentile è rappresentata da quel formale “Gentili Signori” iniziale che ancora resiste, ma che non dubito a breve verrà sostituito da un più attinente “Cari incapaci, ecco cosa ho da dirvi oggi”.

Devo dirti la verità, qui tutti vogliamo bene a Tonino. In fondo è una gran brava persona, probabilmente piuttosto sola, che ama dire quello che pensa senza tuttavia chiudersi nella sua visione delle cose. Anche perché, altrimenti, non sarebbe un abbonato così fedele.

La cosa tuttavia è decisamente precipitata qualche mese fa, a distanza di pochi giorni dalla nostra pubblicazione di una delle guide più apprezzate dai lettori: “La pubblicità che inganna”.

Ebbene, da buon abbonato premium Tonino ha divorato la guida non appena arrivata a casa sua. Il problema arriva subito dopo: da quel momento Tonino inizia a mandarci e-mail in continuazione, ad un ritmo molto più serrato del solito.

La motivazione ci lascia stupiti: il problema non è una sua visione diversa delle cose rispetto a quanto spiegato nella guida. Il problema è che secondo Tonino la guida ha ragione, e questa cosa gli ha letteralmente rovinato la vita (parole sue, non mie!).

Il fatto è questo: praticamente la guida spiega al cittadino per filo e per segno come tutelarsi davanti alle pubblicità ingannevoli. All’interno della guida ci sono tutti i “trucchi” per capire se ciò che guardi in tv o sui giornali risponde al vero o rappresenta solo un goffo tentativo di fregarti.

  • Parliamo di una guida molto accurata, ti basti pensare che all’interno vi è anche un elenco di marchi su cui “tenere gli occhi aperti”, oltre a una lunga lista di aziende già multate in passato ma che non desiderano farlo sapere in giro (alcune delle quali smascherate proprio grazie a noi).

Il problema è proprio questo, il signor Tonino ci accusa di avergli sconvolto le certezze, affermando, cito testualmente, “una assoluta impossibilità di guardare qualsiasi pubblicità con gli stessi occhi”.

Come se non fosse abbastanza, l’incremento esponenziale delle email del signor Tonino è dovuto al fatto che ci scrive per commentare ogni reclame a cui assiste in tv. Sul serio, una per una. È praticamente terrorizzato all’idea di essere “traviato”. A nulla sono valse le nostre rassicurazioni, tra cui un paio scritte personalmente da me, sul fatto che lo scopo della guida è proprio quello di SCINDERE le pubblicità ingannevoli da quelle trasparenti (che sono molte, moltissime) e non gettare il lettore in un tunnel paranoico.

Ciliegina sulla torta, secondo il signor Tonino siamo colpevoli di aver rovinato il compleanno di suo nipote, neo diciottenne. Intendeva regalargli un’utilitaria, ma dopo quante ne ha lette riguardo alle case automobilistiche (a onor del vero, protagoniste piuttosto importanti della nostra guida), ha deciso di desistere.

Capisci da te che non so davvero da che lato prendere la cosa. I miei collaboratori mi rassicurano che gli passerà, che ha avuto anche in passato reazioni del genere. Spero soltanto che ne venga a capo quanto prima e che a farne le spese non sia il povero nipote!

A questo punto entri in gioco tu. Credimi, vorrei davvero che tu leggessi la guida “La pubblicità che inganna” e mi raccontassi cosa ne pensi, se ti è stata utile come al 99% dei lettori che l’hanno ricevuta o se dovrò preoccuparmi di un nuovo caso di “annullamento dei consumi”!

Scherzi a parte, la portata di questo episodio ti fa capire quanto effettivamente le nostre guide abbiano un impatto importante sulla vita quotidiana delle persone, rivelando segreti che gli altri media tengono nascosti (per ovvi motivi) e migliorando alcuni aspetti della nostra esistenza quantomeno evitando di prendere fregature e fare la figura dei fessi, tanto per capirci.