VACANZE DA INCUBO: COME EVITARLE

Oggi ti parlerò di Giovanni, 43enne programmatore di Milano, e della sua famiglia.

Siamo nel Marzo 2016. Per la prima volta Giovanni decide di organizzare le vacanze estive con un certo anticipo. Una sera a cena, quindi, insieme alla moglie Luisa, la figlia 16enne Marta e il figlioletto Marco di 12 anni, decide di intavolare la discussione a tema “villeggiatura” e sondare un po’ il terreno tra i membri della sua famiglia.

“Già? Ma se siamo appena a Marzo papà!”

Marta non mancava mai di protestare, se ne aveva l’occasione. È pur sempre un’adolescente, ne ha pieno diritto e Giovanni questo lo sa, anzi, si preoccuperebbe del contrario. Ma stavolta nulla può scalfire la sua convinzione: le vacanze quest’anno si organizzano prima, si organizzano meglio e, se possibile, si spende qualcosina in meno.

È ora di dire basta ai last-minute, ai “Boh, ancora non so cosa faccio quest’estate” a fine Luglio, alle partenze in fretta e furia. E soprattutto basta accontentarsi di “quello che rimane, perché il resto è tutto prenotato”.

La discussione prende piede, escono fuori le mete più disparate: New York, Parigi, le spiagge della Grecia, i monumenti di Praga, la movida di Valencia…
Il dibattito non segue un particolare filo logico, anche se Giovanni, in silenzio, soppesa ogni proposta della sua famiglia soprattutto in funzione del budget. Stiamo pur sempre parlando di un viaggio per quattro persone, si tratta di una spesa di base non indifferente.

All’inizio viene fatta una scrematura sugli “estremi”, quindi addio sogni di spiagge caraibiche per Luisa, il parco Disney di Los Angeles tanto agognato dal piccolo Marco, e l’improponibile idea di Marta, un viaggio all’avventura sull’isola di Goa.

Anche Giovanni fa la sua personale rinuncia, lui che sogna da sempre di esplorare l’Islanda. Magari la prossima volta.

Alla fine si giunge a un accordo: Barcellona. C’è il mare, c’è la movida, ci sono i monumenti e anche i divertimenti per ragazzi. Non è neanche troppo lontana, ben collegata da miliardi di compagnie aeree e zeppa di hotel.

Per non sbagliare però, Giovanni decide di andare sul sicuro, e si affida dunque ad una agenzia di viaggi della sua zona. Non ha voglia di impegnarsi in ore di navigazione su internet alla ricerca dell’albergo giusto, del volo conveniente, dell’itinerario migliore etc.

“Mi affido a un professionista, fa tutto lui, non devo far altro che dire si o no e prenotare.”

Il pensiero dominante di Giovanni deve essere stato più o meno questo.

Ed in effetti attraverso il Tour Operator trova una soluzione coi fiocchi: ottimo albergo, voli comodi, visite guidate nella città con spostamenti annessi etc

La partenza è prevista per i primi di Agosto, aver anticipato le “manovre” consente a Giovanni di gestire con tutta calma l’investimento che dovrà sostenere.

Passano i mesi, sopraggiunge l’estate e si avvicina la data della partenza. Nella seconda metà di Luglio, però, una sorpresa. Il TO contatta telefonicamente Giovanni per comunicargli una modifica del prezzo, dovuta ad una variazione sulla tassazione, adeguamenti carburante e non so cos’altro.

Giovanni tuttavia non si fa cogliere alla sprovvista, conosce le leggi e sa che questi aumenti sono contemplati, a volte capitano, ma mainel lasso di tempo inferiore ai venti giorni che precedono la partenza.
Guarda caso, alla partenza ne mancano giusto diciannove.

Giovanni fa presente la questione al Tour Operator, che sulle prime farfuglia qualcosa di incomprensibile. Non è in malafede, semplicemente con buona probabilità non conosce questa legge e non si aspettava questo genere di replica, magari abituato a clienti che, seppur controvoglia, pagano l’ammontare senza battere ciglio. Assiste divertito a quei secondi interminabili di silenzio, in cui l’addetto dell’agenzia cerca evidentemente di trovare riscontro alle sue parole, non venendone a capo, però, congeda il nostro Giovanni con un laconico “Guardi stiamo verificando, le darò aggiornamenti a breve”.

Questi aggiornamenti non arrivarono mai, men che meno l’aumento del preventivo.

A pochi giorni dalla partenza stavolta è Giovanni a farsi vivo con l’agenzia, presentandosi direttamente in filiale per gli ultimi accordi.

“Salve signor Giovanni, mi dica pure”.
Io: “Sono qui per i riferimenti e i contatti di emergenza”

Il TO sembra cadere dalle nuvole. Contatti di emergenza? E perché mai? Tuttavia Giovanni sa bene che per ogni problematica in loco, sia durante il viaggio che il soggiorno, lui deve poter avere a disposizione per legge di un numero telefonico e un referente di emergenza, a cui rivolgersi in qualsiasi caso.

Il Tour Operator fornisce dunque quanto richiesto dal suo cliente, probabilmente maledicendo fra sé e sé questo contratto rivelatosi più impegnativo del previsto, e pregando che tutto fili liscio.

Giovanni, uscendo, sorride al pensiero che nulla spiazza le persone come essere messe di fronte al fatto di avere delle responsabilità, senza possibilità di scaricarle a terzi.

Il viaggio, in realtà, si rivela un vero e proprio paradiso. Barcellona è incantevole e tutta la famiglia si gode a pieno quei dieci giorni di villeggiatura. Il piccolo Marco ogni giorno implora i genitori di fare una capatina alla spiaggia del MareMagnum, dove probabilmente ha conosciuto la prima potenziale “fidanzatina”, mentre Luisa e Marta ricorderanno per sempre i meravigliosi negozietti del Barrio Gotico. Giovanni, dal canto suo, coglie l’occasione per rilassarsi dopo un anno di lavoro godendosi ogni monumento e paesaggio della splendida città spagnola.

Ristoranti ottimi, clima perfetto, zero intoppi.

Quasi, zero. Se consideriamo il “piccolo inconveniente” del primo giorno, occorso non appena arrivati in hotel.

Succede infatti che la junior suite prenotata dal TO per Giovanni, che avrebbe dovuto soddisfare le esigenze di ben quattro persone nello stesso ambiente, non rispecchiava i criteri specificati in fase di prenotazione. Non possedeva due bagni come richiesto, ma uno soltanto. Le finestre non avevano l’affaccio sul mare, ma su un palazzo e, a dirla tutta, non appariva nemmeno troppo pulita.

Sulle prime Giovanni cerca di mediare direttamente con il direttore dell’albergo, richiedendo una nuova camera. Impossibilitato ad ottenere quanto richiesto, tuttavia,  decide di affidarsi al suo contatto per le emergenze, il cui scopo è esattamente quello di risolvere questo tipo di problematiche.

Una volta esposto il problema, tuttavia, il Tour Operator cerca di rimbalzare la palla all’albergo, salvo poi essere redarguito da Giovanni circa il fatto che, per legge, qualsiasi problema rispetto al pacchetto acquistato è responsabilità del TO, ed il TO stesso deve provvedere a risolvere il tutto.

Quest’ultimo tenta una mediazione con il direttore dell’albergo, che tuttavia, suo malgrado, manifesta impossibilità di aiuto poiché le altre camere sono tutte prenotate.

A quel punto l’agente di viaggi cerca di convincere Giovanni ad accettare la soluzione iniziale, ma Giovanni ricorda al suo interlocutore che, qualora lo facesse, sarebbe costretto a richiedere un rimborso completo una volta tornato in Italia, con annessi danni morali e psicologici, proprio come previsto dalla legge.

Come per magia, dieci minuti dopo, salta fuori una splendida suite in un hotel attiguo al precedente, anche più bella e più grande, proposta dal TO come soluzione alternativa a compensazione.

In fondo, essere stati delusi dall’albergo scelto inizialmente non si era rivelata una cosa del tutto negativa.

Giovanni e la sua famiglia, dunque, fanno ritorno in Italia dopo ferragosto, felici delle magnifiche vacanze godute.

Perché conosco questa storia? Perché è stato Giovanni stesso a raccontarmela, mandando un’email in redazione per ringraziarci della guida “Viaggiare Sicuri” che abbiamo realizzato qualche tempo fa, dedicata a tutte le persone che vogliono viaggiare in modo sereno senza rischiare di essere truffate, avere servizi scadenti e sentirsi abbandonate. Esistono decine di regole che tutelano i “vacanzieri”, molte delle quali l’agenzia di viaggi tende a non rivelare, per ovvi motivi. E Giovanni le conosceva tutte.

Ps: per curiosità sono passato davanti all’agenzia di viaggi utilizzata da Giovanni e la sua famiglia, ma non ho potuto parlare con nessuno. Ha chiuso, ora c’è un bellissimo negozio di abbigliamento etnico.

Storie del Salvagente.