E SE LA TECNOLOGIA CHE USI OGNI GIORNO TI STESSE FACENDO UN BRUTTO SCHERZO?

Probabilmente anche tu, come me, sei legato a doppio filo con la tecnologia senza nemmeno rendertene conto.

Non fartene una colpa, è una cosa praticamente inevitabile: ormai tutti i nostri contatti personali e lavorativi, o i nostri passatempi “sociali”, passano attraverso un apparecchio di pochi grammi che gestisce le nostre vite.

Tutto questo ha un costo, ovviamente.

No, non parlo del costo fisico del cellulare, e non intendo nemmeno il costo in termini di “isolamento sociale” di cui si parla spesso. Quello è tutt’altro discorso.

Intendo un costo in termini di energia: i nostri dispositivi elettronici sempre più avanzati si scaricano con estrema facilità già nel corso della giornata, complice anche il nostro uso non proprio “al risparmio”.

Ho un aneddoto per te, che mi riguarda in prima persona.

Devi sapere che ho una vera e propria passione per la tecnologia e per tutte le novità del settore. Tuttavia nonostante possegga sia tablet che pc portatile, il 90% del mio tempo “tecnologico” lo passo sullo smartphone. Non potrebbe essere altrimenti, ormai i cellulari sono talmente performanti che possono gestire in tutta tranquillità l’intero planning lavorativo e personali di chiunque tra noi.

Le prestazioni dei dispositivi sono al loro picco storico, e con esse le possibili applicazioni nei vari ambiti professionali o ludici.

Detto in altre parole: il mio telefono all’ora di pranzo è inesorabilmente scarico. Sempre.

I primi tempi sopperivo con una ricarica “preventiva”, ossia collegavo il dispositivo alla rete elettrica appena arrivato in ufficio, già in mattinata. In questo modo potevo garantire un’erogazione di energia fissa al mio telefono ed allungare i tempi di scaricamento.

La cosa tuttavia durò poco. Ottenevo il risultato sperato ma a un costo troppo alto: praticamente il mio telefono era diventato un vecchio fisso con la cornetta, visto che pur di tenerlo in carica ero costretto a non spostarmi durante l’utilizzo.

Peraltro questa soluzione aveva delle falle palesi: io mi sposto in continuazione. Passo in ufficio neanche il 30% del mio tempo, per il resto sono continuamente in viaggio o in riunione.

L’avvento delle ricariche portatili, i cosiddetti power bank, hanno cambiato radicalmente le regole del gioco. Era solo questione di tempo: come me tanti altri vivevano lo stesso disagio, e il mercato doveva dare una risposta alla questione.

Dopo qualche settimana, dunque, eccoci qui – ancora oggi – tutti dotati dei nostri lingottini colorati da usare all’occorrenza per collegare e ricaricare il telefono.

Complice la massiccia diffusione, ad oggi il prezzo di un power bank è super accessibile, partendo addirittura da pochi euro.

Il problema è proprio questo. Credimi, ne ho provato ogni tipo. Probabilmente per la prima volta non ho avuto bisogno di consultare l’apposito test del Salvagente realizzato su diversi tipi di power bank per conoscere le differenze tra una marca e l’altra.

La differenza è che prima del test di cui ti dirò fra poco, quelle differenze di qualità davano luogo a conseguente ai tempi per me inspiegabili.

  • Alcuni ricaricavano il cellulare alla velocità della luce.

  • Altri erano lenti come una locomotiva a vapore.

  • Alcuni riempivano l’intera casella dell’energia dello smartphone, così che fossi a posto per il resto della giornata.

  • Altri, mi davano autonomia per un altro paio di telefonate al massimo.

  • Tra l’altro, dopo qualche mese e diversi bank utilizzati, ho notato che a seconda della tipologia di ricaricatore portatile che utilizzavo anche le prestazioni del mio telefono erano migliori o peggiori.

Solo consultando il test del Salvagente sui power bank avrei scoperto che talvolta, pur di risparmiare, compriamo prodotti che possono danneggiare a titolo definitivo smartphone da centinaia e centinaia di euro.

Non solo, la batteria di qualsiasi telefono di ultima generazione è estremamente sensibile, e tende a rovinarsi con enorme anticipo rispetto al previsto se entra in contatto con ricaricatori di scarsa qualità.

Hai capito bene: se leggessi il test che il Salvagente ha svolto sulle dieci marche più famose di Power Bank scopriresti che i “salva batteria” dell’era moderna sono tutti simili, ma assolutamente diversi l’uno dall’altro.

Sapresti che spendendo solo 3 o 4 euro in più rispetto al prodotto che hai notato in promo, eviteresti di dover comprare un cellulare nuovo dopo un mese di utilizzo del bank.

Ti piacerebbe sapere di quali stiamo parlando?

Scoprirlo nel primo volume di TESTATI PER VOI, il libro del Salvagente dedicato a tutti i test realizzati dal giornale nel 2015.